Festival di Trieste 2026: Rosa Maria Grillo e Carlo Mearilli raccontano il lavoro della giuria
Si è conclusa il 1° novembre 2026 la 41ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, appuntamento che da oltre quarant’anni porta in Italia le voci, le storie e le cinematografie dell’America Latina.
Tra i protagonisti di questa edizione anche il nostro Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” di Salerno, rappresentato dal presidente Carlo Mearilli e dalla vicepresidente Rosa Maria Grillo, componenti della giuria del Concorso Ufficiale insieme al regista cileno Ricardo Carrasco Farfán.
In un’intervista realizzata in occasione del Festival, i due giurati raccontano il significato del loro lavoro, il valore dell’indipendenza di giudizio e il rapporto tra qualità artistica e impegno civile nel cinema latinoamericano.
Rosa Maria Grillo: indipendenza e impegno civile
Alla sua terza esperienza come componente della giuria, Rosa Maria Grillo sottolinea un aspetto che considera tra i maggiori meriti del Festival: la piena autonomia lasciata ai giurati nella valutazione delle opere.
«La nostra libertà è totale».
Rosa Maria Grillo
Una libertà che permette di giudicare i film tenendo insieme due dimensioni fondamentali: da una parte l’impegno civile, le lotte per la libertà e le questioni sociali dell’America Latina; dall’altra la qualità artistica e cinematografica delle opere.
La professoressa richiama inoltre le difficoltà crescenti che accompagnano l’organizzazione delle iniziative culturali, tra problemi economici, trasformazioni del contesto culturale e incertezza per il futuro.
Le sue parole ricordano quanto sia importante preservare spazi indipendenti di incontro e confronto, capaci di promuovere il cinema anche come strumento di conoscenza e riflessione critica.
Carlo Mearilli: il cinema oltre la trama
Per Carlo Mearilli, il lavoro della giuria è innanzitutto un’occasione di confronto tra sensibilità e competenze differenti.
La valutazione di un film non può limitarsi alla trama, l’elemento più immediatamente riconoscibile dal pubblico, ma deve considerare tutti gli aspetti che contribuiscono alla costruzione dell’opera cinematografica.
Mearilli evidenzia il valore di una giuria composta da studiosi di letteratura, esperti di cinema e registi, le cui prospettive differenti arricchiscono la discussione e l’interpretazione delle opere.
Nell’intervista si sofferma anche su una caratteristica del cinema presentato in questa edizione: il ricorso a generi come il thriller, il noir e il melodramma per affrontare temi fondamentali della realtà latinoamericana, dalla dittatura al ruolo della società civile, fino alle questioni antropologiche.
Il genere cinematografico diventa così un linguaggio attraverso il quale raccontare vicende storiche, conflitti sociali e trasformazioni culturali, senza rinunciare alla forza della narrazione.
I riconoscimenti della 41ª edizione
Le riflessioni dei due giurati trovano riscontro nelle motivazioni ufficiali pubblicate al termine del Festival, che evidenziano l’importanza di unire l’attenzione ai temi sociali alla qualità della regia, della sceneggiatura e del linguaggio cinematografico.
La giuria del Concorso Ufficiale, composta da Ricardo Carrasco Farfán, Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo, ha assegnato il Premio per il Miglior Film a Perros, opera prima del regista Gerardo Minutti, coproduzione tra Uruguay e Argentina.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a Ángeles di Paula Markovitch, mentre il riconoscimento per la Miglior Regia è stato attribuito a Lucía Puenzo per Pepita, la pistolera.
Le motivazioni e l’elenco completo dei riconoscimenti sono consultabili nel comunicato ufficiale del Festival.
Il contributo del Circolo Amerindiano di Salerno
La partecipazione di Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo si inserisce in una collaborazione consolidata tra il nostro Circolo e il Festival di Trieste, che condividono l’interesse per il cinema, la letteratura, la memoria storica e la conoscenza delle società latinoamericane.
L’intervista offre un’occasione per conoscere più da vicino il lavoro dei nostri rappresentanti e, attraverso le loro riflessioni, comprendere il ruolo che una manifestazione cinematografica può svolgere nel promuovere il dialogo tra culture.
Un impegno che il Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” di Salerno continua a portare avanti attraverso la ricerca, gli incontri culturali e le attività del proprio cineforum.
Invitiamo i nostri soci, amici e lettori a seguire l’intervista integrale e a conoscere il lavoro svolto dalla giuria in questa 41ª edizione.
Approfondimenti: Il precedente articolo sulla partecipazione del Circolo · Sito ufficiale del Festival · Intervista integrale su YouTube.

