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	<title>Centro Studi Americanistici di Salerno</title>
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	<description>Circolo Amerindiano di Salerno</description>
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	<title>Centro Studi Americanistici di Salerno</title>
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		<title>Quando il pallone restituisce la memoria: Boca, River e l&#8217;Università di Salerno uniti per i diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 18:25:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boca Juniors, River Plate e le università di Salerno e Arturo Jauretche insieme per la memoria dei desaparecidos. All'accordo partecipa anche il Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” di Salerno, per sostenere la ricerca storica e l'impegno a favore dei diritti umani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/quando-il-pallone-restituisce-la-memoria-boca-river-e-luniversita-di-salerno-uniti-per-i-diritti-umani/">Quando il pallone restituisce la memoria: Boca, River e l&#8217;Università di Salerno uniti per i diritti umani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono storie in cui il calcio supera i confini del campo da gioco e persino le rivalità più accese, trasformandosi in uno strumento di memoria, verità e giustizia. È quanto accade in Argentina, dove <strong>Boca Juniors e River Plate</strong> hanno sottoscritto un accordo di cooperazione scientifica con due università: l&#8217;Universidad Nacional Arturo Jauretche e l&#8217;<strong>Università degli Studi di Salerno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;iniziativa partecipa anche il <strong>Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” di Salerno (CSASA)</strong>, insieme ad altri organismi di ricerca impegnati nello studio della storia e dei diritti umani.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/boca-1.jpg" alt="" class="wp-image-29129" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/boca-1.jpg 900w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/boca-1-620x413.jpg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/boca-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>
</div>


<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>Débora Dricas e Natalia Rus, familiari di due soci desaparecidos del Boca Juniors, durante una cerimonia di restituzione delle tessere associative nel 2024. Foto: Prensa. Immagine pubblicata da <a href="https://www.pagina12.com.ar/2026/10/20/boca-y-river-firmaron-un-acuerdo-por-la-memoria-con-dos-universidades/">Página/12</a>, articolo di Gustavo Veiga del 21 ottobre 2026.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcio argentino e la memoria dei desaparecidos</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa nasce dall&#8217;impegno della società civile argentina, dei tifosi e dei soci dei club sportivi. In Argentina, gli stadi e le sedi associative sono anche luoghi di partecipazione e memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le commissioni per i diritti umani di Boca Juniors e River Plate lavorano da anni per ricordare i soci <em>desaparecidos</em> durante la dittatura militare del 1976-1983, restituendo simbolicamente le tessere associative alle famiglie, organizzando incontri, iniziative pubbliche e manifestazioni commemorative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un impegno che si affianca alla lunga battaglia delle <strong>Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo</strong> per la memoria, la verità e la giustizia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ponte tra Italia e Argentina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Università di Salerno partecipa all&#8217;accordo attraverso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DISUFF), l&#8217;ICSR Mediterranean Knowledge e il <strong>Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” di Salerno</strong>, insieme all&#8217;European Committee for Sports History (CESH) e all&#8217;Universidad Nacional Arturo Jauretche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo percorso di collaborazione ha già trovato un importante momento di confronto nel settembre 2025, quando l&#8217;Università di Salerno ha ospitato, nell&#8217;ambito del congresso europeo di storia dello sport, una sessione dedicata alla dittatura argentina e ai desaparecidos nel mondo del calcio, coordinata dalla professoressa <strong>Rosa Maria Grillo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla definizione dell&#8217;accordo hanno contribuito anche <strong>Alejandro Veiga</strong>, rappresentante della Commissione per i diritti umani del Boca Juniors, con il sostegno del presidente del club Juan Román Riquelme, e <strong>Rodrigo Daskal</strong>, della Commissione per i diritti umani del River Plate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione ha due obiettivi fondamentali: sostenere il lavoro di recupero della memoria e dell&#8217;identità dei soci vittime della dittatura e approfondire la ricerca storica sui desaparecidos, con particolare attenzione a quelli di origine italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il nostro Circolo, impegnato da anni nello studio delle culture latinoamericane e nella difesa della memoria storica, questo accordo rappresenta un&#8217;ulteriore occasione di collaborazione tra ricerca accademica, società civile e istituzioni culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una testimonianza di come anche la passione sportiva possa diventare impegno civile, unendo mondi diversi e ricordandoci che <strong>la memoria non ha confini geografici</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Fonti e approfondimenti:</strong> Gustavo Veiga, <a href="https://www.pagina12.com.ar/2026/10/20/boca-y-river-firmaron-un-acuerdo-por-la-memoria-con-dos-universidades/">Boca y River firmaron un acuerdo por la memoria con dos universidades</a>, Página/12, 21 ottobre 2026; <a href="https://www.riverplate.com/noticias/departamento/20261016-comision-de-derechos-humanos-convenio-de-colaboracion">Comisión de Derechos Humanos: convenio de colaboración</a>, River Plate, 16 ottobre 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/quando-il-pallone-restituisce-la-memoria-boca-river-e-luniversita-di-salerno-uniti-per-i-diritti-umani/">Quando il pallone restituisce la memoria: Boca, River e l&#8217;Università di Salerno uniti per i diritti umani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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		<item>
		<title>Festival di Trieste 2026: Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo nella giuria ufficiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 21:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno” partecipa alla 41ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, dal 25 ottobre al 1° novembre 2026. Il presidente Carlo Mearilli e la vicepresidente Rosa Maria Grillo saranno membri della giuria del Concorso Ufficiale, insieme al regista cileno Ricardo Carrasco Farfán.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/festival-di-trieste-2026-carlo-mearilli-e-rosa-maria-grillo-nella-giuria-ufficiale/">Festival di Trieste 2026: Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo nella giuria ufficiale</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[

<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>25 ottobre al 1° novembre 2026</strong>, Trieste ospiterà la <strong>41ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano</strong>, uno dei più longevi appuntamenti europei dedicati alle cinematografie dell&#8217;America Latina e del mondo iberico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i protagonisti di questa edizione ci sarà anche il <strong>Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”</strong>: il presidente <strong>Carlo Mearilli</strong> e la vicepresidente <strong>Rosa Maria Grillo</strong> faranno parte della giuria del Concorso Ufficiale, insieme al regista e documentarista cileno <strong>Ricardo Carrasco Farfán</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una partecipazione che conferma il rapporto di collaborazione tra il Circolo e il Festival, uniti da un interesse comune per il cinema come strumento di conoscenza delle culture, della storia e delle trasformazioni sociali dell&#8217;America Latina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo nella giuria del Concorso Ufficiale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La giuria sarà chiamata a valutare gli undici film del Concorso Ufficiale, una selezione che dà spazio a nuove voci, opere indipendenti e produzioni rappresentative delle diverse realtà cinematografiche ibero-latinoamericane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il nostro Circolo si tratta di un impegno particolarmente significativo, che prosegue una collaborazione già consolidata. Nel 2024, in occasione della 39ª edizione del Festival, Rosa Maria Grillo aveva partecipato alla giuria del Concorso Ufficiale, mentre Carlo Mearilli aveva fatto parte della giuria di Contemporanea Concorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno i due rappresentanti del Circolo si ritroveranno nella stessa giuria, affiancati da Ricardo Carrasco Farfán. Carlo Mearilli figura inoltre nel Comitato scientifico del Festival e coordina la sezione <em>Shalom – Il sentiero ebraico in America Latina</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centro Studi Americanistici di Salerno compare anche tra i partner ufficiali della manifestazione, a testimonianza di un rapporto che si sviluppa attraverso la partecipazione scientifica, il confronto culturale e le attività legate al cinema latinoamericano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Festival tra cinema, letteratura e memoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Organizzato da <strong>APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia</strong> e diretto artisticamente da <strong>Rodrigo Díaz</strong>, il Festival presenterà quest&#8217;anno <strong>56 film suddivisi in sette sezioni</strong>, tra lungometraggi di finzione, documentari, opere prime e cinema sperimentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle sezioni competitive, il programma propone percorsi dedicati alla memoria storica, ai nuovi linguaggi cinematografici e ai rapporti tra culture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente vicina agli interessi del nostro Circolo è la sezione <strong>Cinema e Letteratura</strong>, realizzata in collaborazione con LETS – Museo della Letteratura di Trieste. Dal 26 al 28 ottobre, cinque film esploreranno il dialogo tra la parola scritta e lo schermo, attraverso opere e figure della letteratura latinoamericana e internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sezione <strong>Shalom – Il sentiero ebraico in America Latina</strong> approfondirà invece la storia e l&#8217;eredità culturale della diaspora ebraica nel continente latinoamericano, mentre Contemporanea Mundo Latino darà spazio soprattutto a documentari dedicati alla storia e alle trasformazioni delle società del continente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli eventi speciali figura inoltre un omaggio a <strong>Vlasta Lah</strong>, pioniera del cinema argentino, nata a Pola e cresciuta a Trieste, alla quale saranno dedicati un documentario e due lungometraggi da lei diretti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cinema come luogo di incontro tra culture</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il manifesto scelto per la 41ª edizione racconta visivamente questo legame. Una donna emerge da un paesaggio rigoglioso, portando sul capo un cesto dal quale si sviluppano strisce di pellicola cinematografica. Un&#8217;immagine che suggerisce il cinema come raccolto di storie, memorie ed esperienze nate dalla terra e dalle persone che la abitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una rappresentazione vicina allo spirito del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”, che attraverso la ricerca, gli incontri e il cineforum promuove da anni la conoscenza delle molteplici realtà culturali del continente americano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival di Trieste costituisce un&#8217;occasione per continuare questo lavoro di ascolto e confronto, dando spazio a cinematografie che spesso faticano a raggiungere il pubblico italiano e mostrando come il cinema possa contribuire alla comprensione della storia e del presente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto culturale che continua</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione tra il Circolo e il Festival si è espressa anche recentemente attraverso la partecipazione del presidente Carlo Mearilli alla cerimonia di conferimento del <strong>Premio Salvador Allende a Joan Manuel Serrat</strong>, svoltasi l&#8217;11 settembre 2026 presso la sede della Treccani a Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento dedicato all&#8217;impegno artistico e civile, che richiama valori centrali anche nel lavoro culturale del Circolo: la difesa dei diritti umani, la memoria storica e il dialogo tra i popoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la presenza di Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo nella giuria ufficiale, il Centro Studi Americanistici di Salerno rinnova dunque il proprio contributo a un Festival che da oltre quarant&#8217;anni favorisce l&#8217;incontro tra il pubblico europeo e le voci cinematografiche del mondo ibero-latinoamericano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Festival: date, sedi e informazioni</h2>



<ul class="wp-block-list">

<li><strong>Evento:</strong> 41° Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste</li>


<li><strong>Date:</strong> dal 25 ottobre al 1° novembre 2026</li>


<li><strong>Sede principale:</strong> Cinema Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste</li>


<li><strong>Altre sedi:</strong> LETS – Museo della Letteratura e Museo della Comunità Ebraica “Carlo e Vera Wagner”</li>


<li><strong>Organizzazione:</strong> APCLAI</li>

</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i film sono presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per consultare il programma completo, gli orari e le informazioni sui biglietti è disponibile il <a href="https://www.cinelatinotrieste.org/festival2026/it/">sito ufficiale del Festival</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della manifestazione continueremo a seguire il Festival e a condividere le notizie e gli aggiornamenti sulla partecipazione del nostro Circolo.</p>

<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/festival-di-trieste-2026-carlo-mearilli-e-rosa-maria-grillo-nella-giuria-ufficiale/">Festival di Trieste 2026: Carlo Mearilli e Rosa Maria Grillo nella giuria ufficiale</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Argentina 1976–2026: memoria e diritti umani all&#8217;Università di Salerno con Rosa Maria Grillo</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/argentina-1976-2026-memoria-e-diritti-umani-alluniversita-di-salerno-con-rosa-maria-grillo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=argentina-1976-2026-memoria-e-diritti-umani-alluniversita-di-salerno-con-rosa-maria-grillo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 20:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 ottobre 2026 l'Università di Salerno ha ospitato un seminario internazionale sui cinquant'anni dal golpe argentino, con Claudia Carlotto e Susana Rosano. Tra i partecipanti anche Rosa Maria Grillo, figura di riferimento del Circolo Amerindiano di Salerno, per una riflessione sulla memoria, l'identità e la difesa dei diritti umani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/argentina-1976-2026-memoria-e-diritti-umani-alluniversita-di-salerno-con-rosa-maria-grillo/">Argentina 1976–2026: memoria e diritti umani all&#8217;Università di Salerno con Rosa Maria Grillo</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Martedì 13 ottobre 2026, nell&#8217;Aula Pugliatti dell&#8217;Università degli Studi di Salerno, si è tenuto il seminario internazionale <strong>“Argentina 1976–2026. Claudia Carlotto, Susana Rosano e il loro impegno per i diritti umani in tempi di revisionismo”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A cinquant&#8217;anni dal colpo di Stato militare del 24 marzo 1976, l&#8217;incontro ha posto al centro il valore della memoria storica, il diritto all&#8217;identità e la necessità di continuare a interrogarsi sulle conseguenze della dittatura argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi anche quello della <strong>professoressa Rosa Maria Grillo</strong>, studiosa di letterature ispanoamericane e figura di riferimento del Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno. Una partecipazione particolarmente significativa per il nostro Circolo, da sempre impegnato nella conoscenza della storia e delle culture latinoamericane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Claudia Carlotto e Susana Rosano: due percorsi di memoria e impegno civile</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:36%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="720" height="952" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-12-at-14.27.30-1.jpeg" alt="" class="wp-image-29118" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-12-at-14.27.30-1.jpeg 720w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-12-at-14.27.30-1-619x819.jpeg 619w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:64%">
<p class="wp-block-paragraph">Protagoniste dell&#8217;incontro sono state <strong>Claudia Carlotto e Susana Rosano</strong>, due figure legate, attraverso percorsi differenti, alla difesa della memoria e dei diritti umani in Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Claudia Carlotto</strong>, già direttrice della Comisión Nacional por el Derecho a la Identidad (CoNaDI), è oggi alla guida dell&#8217;Unidad de Investigación Especializada para la Búsqueda de Niños Víctimas del Terrorismo de Estado della Provincia di Buenos Aires.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo lavoro è legato alla ricerca dei bambini sottratti alle proprie famiglie durante la dittatura e alla ricostruzione della loro identità, una battaglia portata avanti per decenni dalle <strong>Abuelas de Plaza de Mayo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Susana Rosano</strong>, studiosa di letteratura latinoamericana dell&#8217;Universidad Nacional de Rosario, è autrice di <em>Nunca llegarás a viejo</em> (2026), un&#8217;opera autobiografica dedicata al fratello Alfredo, assassinato dalla dittatura argentina nel 1976.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso la scrittura, Rosano affronta la perdita, i legami familiari e la persistenza del ricordo, mostrando come la letteratura possa dare voce a esperienze che appartengono alla storia personale e, insieme, alla memoria collettiva.</p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">Rosa Maria Grillo e l&#8217;impegno del Circolo Amerindiano di Salerno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;incontro ha preso parte anche <strong>Rosa Maria Grillo</strong>, del Dipartimento di Studi Umanistici dell&#8217;Università di Salerno, da molti anni protagonista delle attività scientifiche e culturali del nostro Circolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua partecipazione si inserisce in un percorso di studi e iniziative dedicati alla letteratura ispanoamericana, alla memoria delle dittature latinoamericane e alle forme attraverso cui la testimonianza individuale contribuisce alla costruzione della storia collettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già nel maggio 2026, in occasione del cinquantesimo anniversario del golpe argentino, il Circolo aveva collaborato con l&#8217;Università Roma Tre all&#8217;incontro <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/voci-dal-silenzio-argentina-1976-2026-a-roma-il-19-maggio-con-grillo-cattarulla-e-mearilli/"><em>Voci dal Silenzio – Filippo Di Benedetto e la generazione dei figli</em></a>, al quale Rosa Maria Grillo aveva partecipato con un contributo dedicato al linguaggio della repressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il seminario del 13 ottobre rappresenta dunque un&#8217;ulteriore occasione per mantenere viva l&#8217;attenzione su temi che appartengono da tempo al lavoro culturale del Circolo: il rapporto tra letteratura e storia, la difesa dei diritti umani e l&#8217;importanza della testimonianza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinquant&#8217;anni dal golpe argentino: il valore della memoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24 marzo 1976 il colpo di Stato militare aprì in Argentina una stagione di repressione, persecuzioni e sparizioni forzate. Tra le violazioni più dolorose vi fu anche la sottrazione di bambini alle famiglie delle vittime, una ferita alla quale le Abuelas de Plaza de Mayo hanno risposto con una lunga e instancabile ricerca della verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinquant&#8217;anni dopo, ricordare questi avvenimenti significa anche interrogarsi sul presente: sulla tutela della democrazia, sul riconoscimento delle responsabilità storiche e sul rischio che il revisionismo finisca per oscurare la memoria delle vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il seminario, curato dalla <strong>professoressa Valentina Ripa</strong> e organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell&#8217;Università di Salerno in collaborazione con le Abuelas de Plaza de Mayo e l&#8217;associazione 24 marzo Onlus, ha riunito prospettive giuridiche, letterarie e storiche intorno a questi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il <strong>Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno</strong>, continuare a promuovere la conoscenza di queste vicende significa riaffermare una convinzione fondamentale: la memoria non riguarda soltanto il passato, ma è uno strumento indispensabile per comprendere il presente e difendere i diritti delle generazioni future.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Approfondimenti:</strong> <a href="https://web.unisa.it/unisa-rescue-page/dettaglio/id/529/module/87/row/12714/argentina-1976-2026-claudia-carlotto-susana-rosano-e-il-loro-impegno-per-i-diritti-umani-in-tempi-di-revisionismo">Il seminario sul sito dell&#8217;Università di Salerno</a> · <a href="https://www.abuelas.org.ar/">Abuelas de Plaza de Mayo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/argentina-1976-2026-memoria-e-diritti-umani-alluniversita-di-salerno-con-rosa-maria-grillo/">Argentina 1976–2026: memoria e diritti umani all&#8217;Università di Salerno con Rosa Maria Grillo</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>El agente topo di Maite Alberdi: cineforum a Salerno tra tenerezza e solitudine</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/el-agente-topo-di-maite-alberdi-cineforum-a-salerno-tra-tenerezza-e-solitudine/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=el-agente-topo-di-maite-alberdi-cineforum-a-salerno-tra-tenerezza-e-solitudine</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 12:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.circoloamerindianosalerno.it/?p=29109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domenica 11 ottobre 2026 alle ore 18.00, il Circolo Amerindiano di Salerno propone un incontro dedicato a El agente topo, il documentario della regista cilena Maite Alberdi. Una riflessione sull'invecchiamento, la solitudine e il bisogno di relazioni umane, guidata da Rosa Maria Grillo e Carlo Mearilli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/el-agente-topo-di-maite-alberdi-cineforum-a-salerno-tra-tenerezza-e-solitudine/">El agente topo di Maite Alberdi: cineforum a Salerno tra tenerezza e solitudine</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una missione da agente segreto, un investigatore privato e un uomo di 83 anni che deve imparare a muoversi sotto copertura. Sembra l&#8217;inizio di una commedia di spionaggio, ma <strong><em>El agente topo</em></strong>, il documentario della regista cilena <strong>Maite Alberdi</strong>, si rivela una storia sorprendente e profondamente umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 11 ottobre 2026, alle ore 18.00</strong>, il Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno dedica il prossimo incontro del suo cineforum a questo originale racconto sull&#8217;invecchiamento, la solitudine e il bisogno di sentirsi ancora parte della vita degli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una spia fuori dal comune</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Cile, l&#8217;investigatore privato Rómulo Aitken riceve l&#8217;incarico di verificare le condizioni di vita di un&#8217;anziana ospite di una casa di riposo. Per riuscirci, assume Sergio Chamy, un vedovo di 83 anni, che dovrà entrare nella struttura fingendosi un nuovo residente e raccogliere informazioni senza destare sospetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Sergio non è esattamente una spia modello. Impacciato con la tecnologia, gentile e naturalmente portato ad ascoltare, finisce per interessarsi alle persone molto più che alla propria missione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso incontri, confidenze e piccoli gesti quotidiani, quella che sembrava un&#8217;indagine si trasforma in un ritratto delicato della vecchiaia. Il film alterna momenti di autentica comicità a passaggi commoventi, senza perdere di vista la dignità e la vitalità dei suoi protagonisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maite Alberdi e il cinema delle persone invisibili</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium is-resized"><img decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b7/Maite_Alberdi_at_2017_MIFF_%28cropped%29.jpg" alt="Maite Alberdi, regista cilena di El agente topo" style="width:160px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Maite Alberdi. Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Maite_Alberdi_at_2017_MIFF_(cropped).jpg">MiamiFilmFestival</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/">CC BY-SA 2.0</a>.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La regista cilena <strong>Maite Alberdi</strong> ha costruito un percorso cinematografico attento alle persone e alle realtà che spesso rimangono ai margini dello sguardo collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei suoi documentari, tra cui <em>La once</em> e <em>Los niños</em>, Alberdi esplora i legami affettivi, le aspettative sociali e il desiderio di autonomia, affidando il racconto alle esperienze delle persone che incontra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentato al Sundance Film Festival nel 2020 e candidato all&#8217;<strong>Oscar per il miglior documentario nel 2021</strong>, <em>El agente topo</em> è una delle sue opere più conosciute. Nel 2024 la regista ha ottenuto un&#8217;altra candidatura nella stessa categoria con <em>La memoria infinita</em>, confermandosi una delle voci più significative del documentario latinoamericano contemporaneo.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre il mistero: solitudine, affetti e dignità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio il contrasto tra il linguaggio del film investigativo e la realtà quotidiana degli anziani a rendere <em>El agente topo</em> particolarmente interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro l&#8217;ironia della missione segreta emergono questioni che riguardano tutti: il rapporto tra generazioni, la solitudine anche quando si vive insieme ad altre persone, il bisogno di essere ascoltati e il modo in cui la società guarda all&#8217;età avanzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro del Circolo sarà un&#8217;occasione per <strong>analizzare il linguaggio cinematografico di Maite Alberdi, discutere il significato della vicenda e confrontarsi sui temi sociali e umani</strong> che attraversano il documentario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cineforum a Salerno: domenica 11 ottobre</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare l&#8217;approfondimento saranno <strong>Rosa Maria Grillo e Carlo Mearilli</strong>, che accompagneranno i partecipanti nella lettura del film e nel confronto sulle sue molteplici sfumature.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Quando:</strong> domenica 11 ottobre 2026</li>



<li><strong>Orario:</strong> ore 18.00</li>



<li><strong>Dove:</strong> Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno, Via Francesco La Francesca 31, Salerno</li>



<li><strong>Film al centro dell&#8217;incontro:</strong> <em>El agente topo</em> (Cile, 2020), di Maite Alberdi</li>



<li><strong>Con:</strong> Rosa Maria Grillo e Carlo Mearilli</li>



<li><strong>Ingresso:</strong> riservato ai soci</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il cineforum si inserisce nelle attività del Centro Studi Americanistici, che attraverso il cinema, la letteratura e il dialogo culturale promuove la conoscenza delle società latinoamericane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vi aspettiamo domenica per condividere una riflessione su un film capace di far sorridere, commuovere e guardare con occhi diversi le persone che ci circondano.</strong></p>
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		<item>
		<title>Scambio culturale Italia-Colombia a Salerno: “La peste ci parla nell’orecchio” di Reinaldo Spitaletta</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/scambio-culturale-italia-colombia-a-salerno-la-peste-ci-parla-nellorecchio-di-reinaldo-spitaletta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scambio-culturale-italia-colombia-a-salerno-la-peste-ci-parla-nellorecchio-di-reinaldo-spitaletta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 22 settembre alle ore 17.00, alla Pinacoteca Provinciale di Salerno, la presentazione del libro “La peste ci parla nell’orecchio” di Reinaldo Spitaletta, nell’ambito di un incontro dedicato allo scambio culturale tra Italia e Colombia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/scambio-culturale-italia-colombia-a-salerno-la-peste-ci-parla-nellorecchio-di-reinaldo-spitaletta/">Scambio culturale Italia-Colombia a Salerno: “La peste ci parla nell’orecchio” di Reinaldo Spitaletta</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Martedì <strong>22 settembre 2026 alle ore 17.00</strong>, presso la <strong>Pinacoteca Provinciale di Salerno</strong>, in via Mercanti 63, si terrà un appuntamento dedicato allo <strong>scambio culturale tra Italia e Colombia</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1080" height="1503" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.44.01.jpeg" alt="" class="wp-image-29102" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.44.01.jpeg 1080w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.44.01-619x862.jpeg 619w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.44.01-767x1068.jpeg 767w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.44.01-920x1280.jpeg 920w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’incontro la presentazione del libro <strong>“La peste ci parla nell’orecchio” di Reinaldo Spitaletta</strong>, scrittore e giornalista colombiano. Un’occasione di incontro attraverso la letteratura e di confronto sui rapporti culturali tra i due Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La presentazione del libro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All’incontro interverranno <strong>Angela Nappi</strong>, <strong>Rosa Maria Grillo</strong>, ispanista, e <strong>Luis Eduardo Jaramillo González</strong>, dalla Colombia. La presentazione si inserisce in un’iniziativa dedicata allo scambio tra Italia e Colombia e offre al pubblico salernitano un nuovo momento di avvicinamento alla cultura e alla letteratura latinoamericana. L’iniziativa coinvolge anche la comunità del <strong>Liceo Statale “Regina Margherita” di Salerno</strong>, invitata a partecipare all’appuntamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Informazioni sull’appuntamento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">📅 <strong>Martedì 22 settembre 2026</strong><br />🕔 <strong>Ore 17.00</strong><br />📍 <strong>Pinacoteca Provinciale di Salerno</strong><br />Via Mercanti 63, Salerno</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione è aperta al pubblico.</p>
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		<title>Premio Salvador Allende a Joan Manuel Serrat: le immagini della cerimonia alla Treccani</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-alla-treccani-presente-il-circolo-amerindiano-di-salerno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-alla-treccani-presente-il-circolo-amerindiano-di-salerno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Treccani di Roma Joan Manuel Serrat ha ricevuto il Premio Salvador Allende. Alla cerimonia ha partecipato anche Carlo Mearilli, presidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”, nel quadro della collaborazione con il Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-alla-treccani-presente-il-circolo-amerindiano-di-salerno/">Premio Salvador Allende a Joan Manuel Serrat: le immagini della cerimonia alla Treccani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Venerdì 11 settembre, nella storica sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma, è stato conferito a Joan Manuel Serrat il Premio Salvador Allende. Alla cerimonia ha partecipato anche Carlo Mearilli, presidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”, a conferma del rapporto di collaborazione che da anni lega il Centro Studi al Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="920" height="1227" data-id="29072" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06-920x1227.jpeg" alt="" class="wp-image-29072" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06-920x1227.jpeg 920w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06-620x827.jpeg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06-768x1024.jpeg 768w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.02.06.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="920" height="1226" data-id="29073" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05-920x1226.jpeg" alt="" class="wp-image-29073" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05-920x1226.jpeg 920w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05-620x826.jpeg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05-768x1024.jpeg 768w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.01.05.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px" /></figure>
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<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Nella prima foto, Il direttore generale della Treccani Massimo Bray premia Joan Manuel Serrat</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il Premio Salvador Allende a Joan Manuel Serrat</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La cerimonia ha costituito un prestigioso prologo alla 41ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano, in programma a Trieste dal 25 ottobre al 1° novembre 2026. Il riconoscimento è stato consegnato al grande musicista spagnolo dal Direttore Generale della Treccani, Massimo Bray, che nel suo intervento ha posto l’accento sui pericoli legati alla rimozione della memoria storica. All’incontro hanno preso parte anche numerose rappresentanze diplomatiche di Paesi latinoamericani, insieme a quelle di Spagna e Portogallo. Nel ricevere il premio, Joan Manuel Serrat si è soffermato sui valori universali di libertà, democrazia e giustizia, ricordando come questi tre elementi «vanno sempre insieme» e sottolineando che «senza giustizia non c&#8217;è democrazia e libertà». Particolarmente toccanti i messaggi giunti dalla Fundación Salvador Allende, attraverso le parole di Marcela Ahumada, nipote di Salvador Allende, e dallo storico gruppo degli Inti-Illimani, attraverso Horacio Salinas Álvarez.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il Circolo Amerindiano di Salerno alla cerimonia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fortemente voluto da Rodrigo Díaz, direttore del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, che ha ricordato il carattere eccezionale e non periodico del Premio Salvador Allende, l’evento ha visto anche la partecipazione di Carlo Mearilli, presidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”. La presenza del Centro Studi alla cerimonia romana testimonia ancora una volta il consolidato rapporto di collaborazione con il Festival triestino e la comune attenzione verso la storia, la cultura e la realtà sociale dell’America Latina.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="919" height="1380" data-id="29082" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2-919x1380.jpeg" alt="" class="wp-image-29082" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2-919x1380.jpeg 919w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2-620x930.jpeg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2-768x1152.jpeg 768w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.44.33-2.jpeg 1066w" sizes="auto, (max-width: 919px) 100vw, 919px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="920" height="1279" data-id="29075" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15-920x1279.jpeg" alt="" class="wp-image-29075" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15-920x1279.jpeg 920w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15-620x862.jpeg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15-767x1067.jpeg 767w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15-1105x1536.jpeg 1105w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-13-at-14.04.15.jpeg 1473w" sizes="auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px" /></figure>
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<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Nella prima foto Carlo Mearilli con Rodrigo Díaz, direttore artistico del Festival e Marianela Díaz del Coordinamento ed organizzazione del Festival di Trieste. Nella seconda, Carlo Mearilli con Serrat e Marco Giorgiutti, per l&#8217;Uffico Comunicazione istituzionale della Polizia di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una giornata di cultura, memoria e partecipazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La cerimonia ha registrato una grande e sentita partecipazione di pubblico, in una giornata dedicata non soltanto alla figura artistica di Joan Manuel Serrat, ma anche ai valori di libertà, democrazia, giustizia e memoria storica che il Premio Salvador Allende intende rappresentare. Un ringraziamento va al Gruppo Treccani per l’ospitalità e la disponibilità e a Marianela Díaz, coadiuvata da Leonardo Zanatta, per l’attenta organizzazione e il coordinamento della giornata.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-alla-treccani-presente-il-circolo-amerindiano-di-salerno/">Premio Salvador Allende a Joan Manuel Serrat: le immagini della cerimonia alla Treccani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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		<title>Joan Manuel Serrat riceve il Premio Salvador Allende a Roma: il Circolo Amerindiano di Salerno alla Treccani</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-a-roma-il-circolo-amerindiano-di-salerno-alla-treccani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-a-roma-il-circolo-amerindiano-di-salerno-alla-treccani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 08:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.circoloamerindianosalerno.it/?p=29067</guid>

					<description><![CDATA[<p>Joan Manuel Serrat riceve a Roma il Premio Salvador Allende per il suo impegno nella difesa della democrazia e dei diritti umani. Alla cerimonia alla Treccani partecipa anche Carlo Mearilli, presidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-a-roma-il-circolo-amerindiano-di-salerno-alla-treccani/">Joan Manuel Serrat riceve il Premio Salvador Allende a Roma: il Circolo Amerindiano di Salerno alla Treccani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Venerdì <strong>11 settembre 2026 alle ore 17.00</strong>, nella sede storica dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma, <strong>Joan Manuel Serrat riceverà il Premio Salvador Allende</strong>, riconoscimento assegnato dal Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste. Alla cerimonia parteciperà anche <strong>Carlo Mearilli, presidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”</strong>, a testimonianza del rapporto di collaborazione che da anni lega il Centro Studi al Festival triestino. L’appuntamento rappresenta una prestigiosa anteprima della <strong>41ª edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Premio Salvador Allende</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nato nel 2003 e riconosciuto ufficialmente dalla <strong>Fundación Salvador Allende di Santiago del Cile</strong>, il Premio Salvador Allende vuole rendere omaggio a personalità del mondo della cultura, dell’arte, della politica e della scienza che abbiano mostrato una particolare sensibilità verso la realtà umana e sociale dell’America Latina. Al centro del riconoscimento vi sono la difesa della memoria storica, dei diritti e della democrazia, insieme all’impegno concreto per mantenere viva la storia dei popoli latinoamericani. Il premio si rivolge anche a quelle personalità europee che, profondamente colpite dall’esempio di Salvador Allende, dedicarono tempo e impegno affinché il Cile potesse tornare alla democrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Joan Manuel Serrat tra musica, poesia e impegno civile</h2>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top is-image-fill-element" style="grid-template-columns:31% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" width="486" height="694" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/09/Serrat_portrait.jpg" alt="" class="wp-image-29068 size-full" style="object-position:54% 45%"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph">Cantautore, musicista e poeta, <strong>Joan Manuel Serrat</strong> è una delle figure più importanti e influenti della cultura musicale spagnola e catalana. Alla sua straordinaria produzione artistica si accompagna un lungo impegno in difesa della <strong>democrazia e dei diritti umani</strong>: negli anni Settanta e Ottanta Serrat divenne un punto di riferimento in numerosi Paesi iberoamericani, non soltanto per la qualità della sua musica, ma anche per la sua opposizione alle dittature e ai regimi militari autoritari. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il <strong>Premio Nazionale di Musica Contemporanea</strong> nel 2010, il <strong>Latin Grammy come Personaggio dell’Anno</strong> nel 2014 e, nel 2024, il prestigioso <strong>Premio Principessa delle Asturie per le Arti</strong>.  </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Joan Manuel Serrat in concerto, 2022. Foto: PetrohsW / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0.</p>
</div></div>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Serrat ha inoltre portato nella musica i versi di alcuni tra i maggiori poeti della cultura spagnola e latinoamericana, tra cui <strong>Antonio Machado, Miguel Hernández, Rafael Alberti, Federico García Lorca, Luis Cernuda, Pablo Neruda, Mario Benedetti ed Eduardo Galeano</strong>, costruendo un percorso nel quale poesia, musica e impegno civile sono rimasti strettamente legati anche dopo il suo ritiro dalle scene nel 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame di Serrat con l’Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’Italia occupa un posto importante nella storia musicale di Joan Manuel Serrat. Grazie alle traduzioni italiane di Paolo Limiti, <strong>Mina</strong> interpretò nel 1969 <em>Bugiardo e incosciente</em>, destinato a diventare un classico e successivamente interpretato anche da Ornella Vanoni, Rita Pavone, Jula de Palma e Carmelo Pagano. Nel 1972 <strong>Gino Paoli</strong> incise <em>Sogno di gioventù</em>, versione italiana di <em>Barquito de papel</em>, mentre nel 2004 <strong>Francesco Guccini</strong> tradusse in dialetto modenese <em>La Tieta</em>, pubblicandola nell’album <em>Ritratti</em>. Nel 2007 Mina inserì inoltre nell’album <em>Todavía</em> il brano <em>Sin piedad</em>, interpretato in duetto con Serrat.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Circolo Amerindiano di Salerno e il Festival di Trieste</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza del presidente <strong>Carlo Mearilli</strong> alla cerimonia romana conferma il rapporto di collaborazione che da anni lega il <strong>Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano di Salerno”</strong> al Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste, una delle principali vetrine italiane dedicate al cinema e alla cultura ibero-latinoamericana. La partecipazione all’appuntamento dedicato a Joan Manuel Serrat prosegue così un percorso comune fondato sulla conoscenza dell’America Latina, sulla memoria storica e sulla cultura intesa come strumento di dialogo e di impegno civile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/joan-manuel-serrat-riceve-il-premio-salvador-allende-a-roma-il-circolo-amerindiano-di-salerno-alla-treccani/">Joan Manuel Serrat riceve il Premio Salvador Allende a Roma: il Circolo Amerindiano di Salerno alla Treccani</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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		<title>In memoria di Adriana Cristina Crolla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno ricorda Adriana Cristina Crolla, scomparsa a Santa Fe il 14 luglio 2026, studiosa dei rapporti culturali tra Italia e Argentina e ospite del nostro incontro di maggio a Salerno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/in-memoria-di-adriana-cristina-crolla/">In memoria di Adriana Cristina Crolla</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le parole che seguono, scritte a caldo in queste ore di sgomento, sono il modo in cui il nostro Centro ha scelto di ricordare Adriana Cristina Crolla: una studiosa e un&#8217;amica che ci lascia un&#8217;eredità che continueremo a custodire.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-plain is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La notizia della scomparsa improvvisa di Adriana Cristina Crolla, avvenuta a Santa Fe il 14 luglio 2026, ci lascia davvero senza parole. Il dolore è reso ancora più acuto e surreale dalla sua recente e vitale presenza a Salerno lo scorso maggio, dove aveva portato la sua consueta passione intellettuale e generosità scientifica. Ricordare Adriana oggi significa celebrare una delle studiose più lucide, appassionate e rigorose dei rapporti culturali tra Italia e Argentina. La sua relazione dello scorso maggio a Salerno, intitolata <em>“El tango y la música popular italiana en la Pampa Gringa argentina según Carlos Carlino”</em>, rappresenta la sintesi perfetta del suo intero percorso di ricerca e assume oggi quasi il valore di un testamento intellettuale. Adriana ci lascia un’eredità metodologica e umana potentissima. Ci insegna che la memoria dell’emigrazione non è un nostalgico museo del passato, ma un cantiere sempre aperto. Attraverso lo studio dei testi letterari e la raccolta delle micro-storie dei migranti, ci ha consegnato gli strumenti per capire la complessità delle identità transnazionali. La sua scomparsa improvvisa ci sconvolge perché spezza un dialogo scientifico e affettivo vivo, ma il suo lavoro monumentale sulla Pampa Gringa rimarrà come un faro per chiunque, in Italia e in America Latina, continuerà a indagare le storie di chi ha attraversato il mare in cerca di una nuova vita.</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Español</h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">La noticia del fallecimiento repentino de Adriana Cristina Crolla, ocurrido en Santa Fe el 14 de julio de 2026, nos deja realmente sin palabras. El dolor se vuelve aún más agudo y surrealista debido a su reciente y vital presencia en Salerno el pasado mes de mayo, donde aportó su habitual pasión intelectual y generosidad científica. Recordar hoy a Adriana significa celebrar a una de las estudiosas más lúcidas, apasionadas y rigurosas de las relaciones culturales entre Italia y Argentina. Su ponencia del pasado mes de mayo en Salerno, titulada <em>“El tango y la música popular italiana en la Pampa Gringa argentina según Carlos Carlino”</em>, representa la síntesis perfecta de toda su trayectoria de investigación y asume hoy casi el valor de un testamento intelectual. Adriana nos deja un legado metodológico y humano sumamente poderoso. Nos enseña que la memoria de la emigración no es un nostálgico museo del pasado, sino una obra en constante construcción. A través del estudio de los textos literarios y la recopilación de las microhistorias de los migrantes, nos ha entregado las herramientas para comprender la complejidad de las identidades transnacionales. Su repentina partida nos conmociona porque quiebra un diálogo científico y afectivo vivo, pero su obra monumental sobre la Pampa Gringa perdurará como un faro para cualquiera que, en Italia y en América Latina, continúe indagando las historias de quienes cruzaron el mar en busca de una nueva vida.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>“La bambina che raccontava i film”: a Salerno una discussione sul film di Lone Scherfig</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/la-bambina-che-raccontava-i-film-a-salerno-una-discussione-sul-film-di-lone-scherfig/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-bambina-che-raccontava-i-film-a-salerno-una-discussione-sul-film-di-lone-scherfig</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 18:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 21 giugno alle 18.30, il Centro Studi Americanistici di Salerno chiude il proprio ciclo di incontri mensili prima della pausa estiva con una discussione dedicata a “La bambina che raccontava i film” di Lone Scherfig.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/la-bambina-che-raccontava-i-film-a-salerno-una-discussione-sul-film-di-lone-scherfig/">“La bambina che raccontava i film”: a Salerno una discussione sul film di Lone Scherfig</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 21 giugno alle 18.30</strong>, nella sede del <strong>Centro Studi Americanistici – Circolo Amerindiano di Salerno</strong>, si terrà l’ultimo incontro mensile prima della pausa estiva, dedicato questa volta a <strong><em>La bambina che raccontava i film</em></strong>, il film della regista danese <strong>Lone Scherfig</strong>. L’appuntamento offrirà l’occasione per riflettere su un’opera che mette al centro il potere del racconto, la forza dell’immaginazione e il valore del cinema come esperienza capace di accompagnare la vita quotidiana, anche nei suoi momenti più difficili. Una storia che nasce in un contesto segnato dalla povertà, ma che trova proprio nella narrazione una forma di resistenza e di salvezza.</p>



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<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#e8e8e8">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="235" height="336" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-19.29.57.jpeg" alt="locandina La contadora de peliculas" class="wp-image-29053"/></figure>
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<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La contadora de películas</strong><br />di <strong>Lone Scherfig</strong><br /><em>con</em> Walter Salles, Rafa Russo, Isabel Coixet. Novela: Hernán Rivera Letelier</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>paese</strong>: Spagna <br /><strong>anno</strong>: 2023 <br /><strong>durata</strong>: 111 minuti</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /></p>
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<h2 class="wp-block-heading">Una storia ambientata nel deserto di Atacama</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni Settanta, in un villaggio minerario del <strong>deserto di Atacama</strong>, in Cile, <strong>Medardo</strong>, <strong>Maria Magnolia</strong> e i loro quattro figli vivono una passione comune per il cinema. Quando però un incidente in miniera cambia le condizioni della famiglia e le risorse cominciano a mancare, il cinema diventa un lusso sempre più difficile da permettersi. Da qui nasce un gesto semplice ma straordinario: ciascuno dei figli andrà a vedere un film e, una volta tornato a casa, lo racconterà agli altri. La più giovane della famiglia, <strong>Maria Margarita</strong>, si rivela la più abile in questo compito e diventa ben presto la narratrice cinematografica della famiglia e poi dell’intero villaggio. La sua vicenda si intreccia così con quella personale e storica del paese, fino a cambiare il corso della sua vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cinema come racconto e immaginazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro di Salerno si muove proprio su questo terreno: il cinema come forma di narrazione, immaginazione e memoria. <strong>La bambina che raccontava i film</strong> rientra infatti in quella categoria di opere che hanno nella capacità di raccontare una storia la loro forza più autentica. Come è stato osservato da <em>Film TV</em>, il film «rientra a pieno titolo nella categoria di pellicole che hanno il loro punto di forza nel piacere di raccontare delle belle storie». La vicenda del Cile resta sullo sfondo, mentre a emergere è soprattutto la potenza dell’immaginazione, capace di opporsi alla povertà di spirito e di sfuggire alla retorica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché questo incontro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il&nbsp;<strong>Centro Studi Americanistici</strong>, questo appuntamento si inserisce coerentemente nel proprio percorso culturale: proporre momenti di confronto su opere capaci di dialogare con la memoria, con la storia e con le culture dell’America Latina. Anche in questo caso, il cinema diventa un’occasione per leggere il presente attraverso una storia che parla di famiglia, povertà, creatività e resistenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’incontro a Salerno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare la discussione saranno, come sempre,&nbsp;<strong>Carlo Mearilli</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Rosa Maria Grillo</strong>, che accompagneranno il pubblico nell’approfondimento dell’opera e dei suoi temi principali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/la-bambina-che-raccontava-i-film-a-salerno-una-discussione-sul-film-di-lone-scherfig/">“La bambina che raccontava i film”: a Salerno una discussione sul film di Lone Scherfig</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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		<title>“Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”: il libro di Pierfrancesco Grillo tra memoria familiare ed emigrazione</title>
		<link>https://www.circoloamerindianosalerno.it/da-trecchina-a-jequie-un-ritorno-il-libro-di-pierfrancesco-grillo-tra-memoria-familiare-ed-emigrazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-trecchina-a-jequie-un-ritorno-il-libro-di-pierfrancesco-grillo-tra-memoria-familiare-ed-emigrazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel libro di Pierfrancesco Grillo, la storia di una famiglia emigrata in Brasile diventa un racconto più ampio sulle migrazioni, sulla memoria e sul desiderio di ritrovare le proprie origini. Del volume si è parlato anche a Salerno alla Casa del Volontariato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/da-trecchina-a-jequie-un-ritorno-il-libro-di-pierfrancesco-grillo-tra-memoria-familiare-ed-emigrazione/">“Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”: il libro di Pierfrancesco Grillo tra memoria familiare ed emigrazione</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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<div class="wp-block-columns has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#e8e8e8">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="424" height="695" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/9788831216913_0_0_424_0_75.webp" alt="copertina del libro Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno" class="wp-image-29043"/></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading">Scheda del libro</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Titolo:</strong> <em>Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno</em><br /><strong>Autore:</strong> Pierfrancesco Grillo<br /><strong>Editore:</strong> Officine Pindariche<br />64 pagine<br /><a href="https://amzn.eu/d/06GeSqs8" type="link" id="https://amzn.eu/d/06GeSqs8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Compra su Amazon</a></p>
</div>
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<h2 class="wp-block-heading">Il libro di Pierfrancesco Grillo ricostruisce una vicenda familiare tra Trecchina e Jequié, restituendo voce a chi partì e a chi rimase</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pierfrancesco Grillo</strong>&nbsp;è la terza generazione di una famiglia divisa dall&#8217;oceano. Il suo libro&nbsp;<strong>&#8220;Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno&#8221;</strong>, pubblicato da&nbsp;<strong>Officine Pindariche</strong>, parte dalla Basilicata e arriva in Brasile, attraversando fotografie ingiallite, documenti d&#8217;epoca e silenzi familiari rimasti a lungo senza risposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un libro di nostalgia. È un atto di ricerca: Grillo non giudica le scelte del nonno emigrato, non cerca colpevoli nelle separazioni. Vuole capire, ricucire, conoscere la sua famiglia brasiliana come conosce quella italiana. In questa tensione — rara, generosa — sta la forza del racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le storie che attraversano il libro sono familiari a molti: la partenza verso il Brasile, le &#8220;vedove bianche&#8221;, l&#8217;emigrazione a catena, il sogno americano vissuto da un lato e sofferto dall&#8217;altro. Vicende di Trecchina e Jequié, ma anche di decine di altri paesi del Sud Italia.</p>



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<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex" style="background-color:#e8e8e8">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading">Di questo libro si è parlato anche a Salerno</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Di questo libro si è parlato anche a Salerno, dove martedì 9 giugno 2026 si è tenuta la presentazione alla Casa del Volontariato, con&nbsp;<strong>Rosa Maria Grillo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giuseppe Fiorenzano</strong>, studiosi delle emigrazioni meridionali in America Latina.</em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="920" height="1301" src="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg-920x1301.jpeg" alt="" class="wp-image-29044" srcset="https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg-920x1301.jpeg 920w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg-620x876.jpeg 620w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg-768x1086.jpeg 768w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.circoloamerindianosalerno.it/wp-content/uploads/2026/06/presentazione-9-giugno-2026-2.jpg.jpeg 1358w" sizes="auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px" /></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it/da-trecchina-a-jequie-un-ritorno-il-libro-di-pierfrancesco-grillo-tra-memoria-familiare-ed-emigrazione/">“Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”: il libro di Pierfrancesco Grillo tra memoria familiare ed emigrazione</a> proviene da <a href="https://www.circoloamerindianosalerno.it">Centro Studi Americanistici di Salerno</a>.</p>
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