OBLIVION

Copertina del libro Oblivion di Edda Fabbri

OBLIVION

Edda Fabbri

Sarebbe facile dire che scrivo contro l’oblio, ma non lo credo. Esiste un diritto all’oblio anche. Esiste un diritto a diffidare dei ricordi. Non so se si scrive per dimenticare o per ricordare. Però è contro qualcosa, contro quello che gli altri scrivono o altri tacciono. Forse anche contro il proprio silenzio, contro i propri ricordi ingannevoli. So che devo diffidare dei miei ricordi.

“Oblivion somiglia al perdono”, avevo scritto tempo fa. Ascoltavo quel tango, ogni nota perfetta, e l’ho pensato. Poi ho cercato nel dizionario. Forse poteva voler dire un’altra cosa. Ma non è un’altra cosa, è oblio. Non so per quale ragione Piazzolla abbia scelto il nome in inglese, forse per dimenticare qualcosa. Ha scelto così e io ho scritto: “Oblivion somiglia al perdono. Forse il perdono è questo, la musica che rimane dopo il ricordo”.

Edda Fabbri, foto di lacittadisalerno.it

Edda Fabbri (nata nel 1949 a Montevideo) è una scrittrice uruguaiana. Ha ricevuto il Premio Casa de las Américas per il suo romanzo Oblivion, che racconta le sue esperienze come prigioniera politica della dittatura civico-militare dell’Uruguay.

fonte: wikipedia