
L’ostrica e il vento
Moacir C. Lopes
Nel rintocco di campane che il vento provoca nelle fessure dei picchi lui mi completa di suoni che si materializzano come se mi baciassero le orecchie, la bocca, gli occhi, i seni, i capelli, allora sento il bisogno di aprirmi al vento e lasciare Saulo entrare tutto in me.
Devo tenere questo diario fin quando distinguerò almeno che il vento è ancora vento, il ruscello ancora ruscello, il mare ancora mare, che gli uccelli sono uccelli ancora, perchè se continua così, in pochi giorni, tutto sarà Saulo e non distinguerò più niente e nelle pagine di questo quaderno ripeterò solo il suo nome..

