
In pietra viva
Ricardo R. Tremolada
Recitava versi a memoria quando sentì che picchiavano al finestrino di destra. Arrivando alla macchina, meccanicamente aveva acceso il motore e poi abbassato il finestrino. L’orologio segnava le 6 e 43 e la notte era fresca e insolitamente tranquilla. Clodoveo sapeva, in fondo, che fuori non c’erano solo i carrubi, ma fu ugualmente sorpreso da quei colpetti. Sentendoli decise di seguire il gioco del destino. Fugacemente pensò a Fergus Kilpatrick il giorno della sua morte e sorrise compiaciuto. Guardò a destra e si scontrò con un viso così triste e così giovane che pensò che potesse essere Marcelo Intu che gli stava preparando una sorpresa. Restò a guardarlo un secondo, vari, molti ancora. Restò a guardarlo senza tempo, con lo sguardo fisso su un passato che allora cominciò a trascorrere simultaneamente, nel preciso istante in cui qualcuno introdusse un revolver per l’altro finestrino e gli sparò un paio di colpi calibro 38 in testa.

