L’albero di Famiglia

L’albero di Famiglia

Maria Rosa Rojo

Mio padre, che non credeva in Dio, credeva negli alberi. […] Nel parco dietro la nostra casa c’erano già un ciliegio e vari alberi da frutta. Ma mio padre piantò anche un giovane castagno. Era il suo albero della fondazione, dopo tutto, un vero “albero madre”: albero della vita, albero del mondo, asse cosmico capace di rispondere alle necessità di tutta una famiglia e, per estensione, della specie umana. Nelle sue foglie ringiovaniva, ogni primavera, la speranza di un incontro ripetuto. Ma i castagni non vanno d’accordo con il clima di Buenos Aires: i frutti erano molto cattivi, quasi rachitici, non valeva nemmeno la pena di estrarli dal loro riccio. Invece, il castagno diede un altro migliore e piu’ desiderato frutto.

Quando mio padre era già morto ho potuto finalmente fare ritorno alla terra che ancora io non conoscevo e dove lui non poté mai tornare. Al mio ritorno, il castagno cominciò a morire, in modo irrimediabile e violento. In un mese si era seccato dalla chioma alle radici. Compresi che semplicemente riteneva compiuta la sua missione terrena, era sempre stato lì solo per incarnare la forza del desiderio, la potente pulsione della nostalgia, il primo comandamento che si impone al figlio dell’esilio.